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“OBAMA mob art portrait”

OBAMASIGNA

“OBAMA mob art portrait”

L’artista italiano Costantino A. Morosin*, ha creato con tecnologia satellitare un grande ritratto di Barack Obama esteso sugli USA. L’opera è visibile sul navigatore satellitare come fosse una lunga strada pensata per toccare molti grandi e piccoli musei d’arte e di scienza nei villaggi e città dei vari stati. “In questo caso ho implementato questa mia opera sui musei per legarla al meglio che un territorio esprime, vuole curare, mostrare e conservare”.

Il SIGNA “OBAMA mob art portrait” che attira una dimensione fisica continentale e un nuovo rapporto fra artista, opera e pubblico, si potrà scaricare gratuitamente dal sito signaworld.org sul proprio smartphone.

Morosin ringrazia GPS, Garmin, Navteq, Map Source, OpenStreetMap e MapBox per gli strumenti e cartografie fino ad ora usate per realizzare e visualizzare queste nuove opere chiamate SIGNA.

“OBAMA mob art portrait” è un monumento pubblico del tutto nuovo: molti sostenitori di questa importante personalità avranno voglia di localizzare con precisione i tracciati del ritratto quando questi toccano la propria città, il proprio ambiente quotidiano. E potrebbero essere davvero tanti visto che il ritratto di Obama coinvolge direttamente coi suoi tracciati, quarantacinque fra le più importanti città degli USA e duemila altre piccole città e villaggi dall’Alaska alla Florida.

E’ fondamentale l’apporto dei mass media per far conoscere l’esistenza di questo ritratto e dei suoi tracciati locali. L’artista invita il pubblico a scaricare il SIGNA sul proprio smartphone e a capire e vedere nella realtà del proprio territorio i tratti della figura partecipando all’opera con un proprio contributo creativo che non andrà perduto. Infatti il tracciato complessivo del ritratto è costituito da un doppio segno. In questa fascia di territorio virtuale larga venti chilometri, l’artista sta lavorando per “aprire” l’opera a chiunque voglia lasciare un suo contributo: foto, video, testo. Questo flusso geolocalizzato di apporti visibili sulla mappa elettronica della Terra farà parte di alcune installazioni in musei e luoghi pubblici.

Costantino A. Morosin, che ha realizzato nei vari continenti più di cinquanta opere SIGNA, sta lavorando ad un libro e sta preparando alcuni eventi per rendere pubblico il suo lavoro fino ad ora conosciuto in ambito accademico. Le opere SIGNA navigabili nel territorio, possono essere offerte come evento pubblico, collezionate e fruite in tablet sigillati o presentate in forma di lastra incisa. I disegni preparatori su carta sono gli elementi collezionabili più vicini ai modi dell’arte tradizionale.


*Costantino Anacleto Morosin, di origine veneziana, vive e lavora a Calcata, un antichissimo villaggio cinquanta chilometri a nord di Roma, che assieme ad altri artisti ha fatto rinascere all’insegna della creatività. Pittore, scultore, con interesse per l’antropologia, l’evoluzione dei linguaggi e le tecnologie, fondatore del Museo di Arte nella Natura ”Opera Bosco”, dal 2002 con i SIGNA crea opere d’arte di nuova concezione che portano nella sfera del comportamento simbolico creativo artistico strumenti e tecnologie satellitari fino ad ora rimaste nell’ambito dell’utilità.

Scrive Simonetta Lux, direttore MLAC, Professore di Storia Contemporanea, Università “La Sapienza” di Roma:

Con i SIGNA, Morosin, risponde positivamente e costruttivamente, rispetto al contesto del più recente dibattito su arte e nuove tecnologie e sulla riscrittura dello statuto e della funzione dell’arte nel mondo globalizzato e post-industriale e post-mediale.

Scrive Paolo Gaudenzi, direttore SMART- LAB, Dip. di Ingegneria Spaziale e Astronautica, Università “La Sapienza” di Roma:

Riscontro nelle opere di Morosin due elementi di forte interesse, “lo sviluppo di una dimensione creativa attraverso l’uso dello strumento tecnologico per progettare usufruendo di tutta la dimensione globale / spaziale” e “l’aver individuato nella dimensione artistica una delle possibili aree di applicazione degli strumenti satellitari“.

Scrive Antonino Saggio, Professore di progettazione architettonica e nuove tecnologie, Università “La Sapienza” di Roma:

Costantino Morosin ha lavorato in un rapporto fra antropologia e arte sin dagli anni settanta, in continui e fervidi sconfinamenti con altre discipline incluse il cinema. All'inizio degli anni Ottanta è stato tra i primi artisti italiani a interessarsi di computer graphics e ha continuato la ricerca nei nuovi media con continuità negli anni successivi. Per Morosin, “lo strumento” è allo stesso tempo intrecciato col processo di creazione mentale, con la fabbricazione materiale e col campo stesso della creazione in modo non neutrale. Dal 2002 Morosin crea un nuovo tipo di arte, i SIGNA, attraverso l'uso del navigatore satellitare, attira sulla sua opera una dimensione fisica a scala regionale e a volte anche planetaria.